Live report di di E. Joshin Galani
Lunedì 14 Marzo al Gattò di Milano è tornato a trovarci Pablo e il Mare. L’avevamo già visto live in full band sul palco meneghino dell’Upcycle lo scorso febbraio. Il gruppo torinese di Pablo e il Mare, capitanato dal cantautore Paolo Antonelli, ha vinto nel 2005 la XVI edizione di “Rock
Targato Italia (RTI)”.
Il loro disco di esordio è “Onde” del 2007. “Miramòr” il secondo album, ha visto la luce nel 2011.
Pablo, aka Paolo Antonelli, (Qui potete trovare l’intervista) questa sera si presenta in versione acustica.
L’opening act è degli Evol, duo composto da Vincenzo Colella e Alessio Nelli provenienti dal Lazio, con il loro interessante cantautorato rap ed il singolo fresco e scanzonato 104.
Paolo sale sul palco e l’apertura è subito festaiola con i ritmi di Tortuga, l’esplosivo singolo di “Respiro” ultimo album uscito nel 2015 il cui video è attualmente in concorso con nomination al Premio Skepto a Cagliari ed è tra i finalisti del Premio Tagliacorti, a Trieste.
L’autore dialoga con il pubblico, narra quanto celato dietro le sue composizioni, storie di incontri, di viaggi ed i personaggi che son diventati canzoni.
L’imprinting del suo pop d’autore lo riconosciamo in Ferdinandea, dove siamo trasportati nella storia, in quel moto di emergere e rinascondersi in mare, in Nausica, personaggio della Odissea di Omero, che qui diventa una figura ideale da raggiungere.
Bahia evoca immagini di mare, ricordi, profumi, ed uno sguardo al volo degli aironi e forse un senso di abbandono con quella frase che riecheggia: “saper perdere”.
Siamo catapultati in atmosfere cittadine, la fretta ed una riflessione sul tempo a disposizione; c’è lo spazio per l’armonica a bocca sulle note di Di Più.
Un live che sa alternare momenti di dolce malinconia a esplosioni di vivacità, un po’ come il mare da cui prende il nome il progetto: calmo ma capace di improvvisi moti ondosi.
Paolo sovverte l’assioma di chitarra e voce uguale concerto carente, scivola con le mani sulla chitarra, i suoni diventano tondi e corposi; ma è la voce, il suo inerpicarsi, sciogliersi e distribuirsi, che riempie d’intensità la stanza ed i fortunati presenti.
Con Ammanta arriva un susseguirsi di panorami ed emozioni, raccontati con la nebbia che avvolge ed il sole che vince su tutti i grigiori.
La capacità dell’autore di interagire con il pubblico è genuina e coinvolgente. Ci sono momenti di dialogo, di risate, rendendo il concerto ancora più speciale.
Qualche salto indietro all’album “Miramòr”: l’ambientazione di Fidelina è nella capitale cubana e poi notturni siciliani che profumano di gelsomino con Franco Ciccio e la Sirena.

L’atmosfera è raccolta, di quando partecipi ad un evento speciale. Le luci soffuse, il palco, a pochi passi dal pubblico, creano una sensazione di vicinanza e connessione.
C’è spazio anche per due cover a tema marittimo, Summer on a Solitary Beach assolutamente personalizzata vocalmente, con note che raggiungono felici estensioni verso l’alto rispetto alla pacatezza originale di Battiato.
Face à la mer a mio avviso una delle canzoni più poetiche de Les Négresses Vertes viene reinterpretata da Pablo che senza ricalcare l’interpretazione laconica e sofferta di Stéfane Mellino ma offrendoci una versione vibrante e brillante.
Il Gattò, con la sua dimensione compatta e accogliente, è stato il contesto ideale per le canzoni che, fin dalle prime note, hanno avvolto il pubblico in un’atmosfera quasi familiare, in una piacevole sensazione di calore umano.
Belli certi lunedì milanesi, quando da Torino arriva tutta questa generosa energia! Bello fregarsene della macchina lasciata in divieto di sosta per vedere il concerto e rientrare a casa emozionati, appagati e sentire che la settimana è iniziata proprio bene.
Articolo pubblicato per Lamusicarock il 17.03.2016
Video della serata:
Face à la Mer Cover Les Negresses Vertes

