Live Report di E. Joshin Galani
L’atmosfera è quella delle grandi occasioni al Live Club di Trezzo sull’Adda, con largo anticipo il pubblico “fedele alla linea” è già in transenna.
“A cuor contento tour” è dal 2011 in giro per l’Italia, stasera Giovanni Lindo Ferretti torna sul palco milanese. L‘ex leader dei CCCP – Fedeli alla Linea, dei CSI e die PGR, Ferretti è uno dei nomi più emblematici della musica alternativa italiana, la cui carriera ha sempre unito sonorità punk, classiche, devozionali, riflessioni filosofiche e una potente critica sociale.
Ad accompagnare Ferretti gli ex Üstmamò Ezio Bonicelli violino e chitarra elettrica e Luca A. Rossi al basso e chitarra elettrica. Il resto dei suoni è affidato a basi registrate.
Eccolo, arriva, trent’anni di storia musicale si materializzano sul palco nella sua figura. Estremamente sorridente, un sorriso pulito e disarmante.
Di Giovanni sappiamo tutto e possiamo dire tutto, ma non c’è gravità nella sua presenza sul palco, come se non avesse un peso storico, solo leggerezza dell’esserci adesso, con grande magnetismo, in “qui e ora” costante per tutta la durata del live.
La partenza non può che essere che con Pons Tremolans simbolo del presente, tratta dall’opera equestre “Saga”. Sappiamo bene che attualmente tutto il suo operato sia in campo musicale che editoriale è dedicato alla raccolta fondi per i suoi cavalli di montagna.
Le mani sono in tasca, fisse, come se quella postura facesse da corpo unico, quasi a sottolineare la maggiore importanza della voce che della presenza scenica.
La scaletta tocca tutti i suoi trascorsi musicali, dai CCCP a Ferretti solista, passando per i CSI senza soste nei PGR .
Amandoti (che per molte persone è considerata patrimonio della Nannini) Tu Menti, Tomorrow e Mi ami? cantata in medley con Battagliero, surriscaldano in un battibaleno il clima.
Ferretti incanta, è uno degli artisti più complessi e affascinanti della scena musicale italiana. Il suo canto mantrico rapisce e crea atmosfere che catturano totalmente.
Il pubblico è caloroso ma fisicamente tranquillo e la sensazione iniziale è il clima rimarrà composto per tutta la durata del concerto….naaaaaaaaaaa!
Il nostro non perde occasione per sorridere ad ogni coro del pubblico, chinare il capo in ringraziamento e farsi da parte, con dei saltelli robotici all’indietro per lasciar la scena a Ezio e Luca che è anche ai cori.
Su Battagliero le mani di Ferretti sgusciano fuori dalle tasche per tenere un calice di rosso, e di nuovo arretra dal microfono, rimane nell’ombra come un bambinello punk garbato a cui non dispiace rimanere in disparte in cortile.
And The Radio Plays, ci accarezzata col violino di Bonicelli che conquista tutti, siamo rapiti anche dalla sentitissima Radio Kabul cantata da Lindo ad occhi completamente chiusi, altro momento dove le mani scivolano fuori dalle tasche per ondeggiare in alto.
Accoglienza calorosa del pubblico per Cupe Vampe seguita da Annarella pathos altissimo. Tutta la scaletta è comunque un’ accurata selezione dei pezzi più significativi di tutta la sua carriera e tutto il concerto corre su quell’ipnotismo fascinoso che si crea ai suoi live.
Una ventina di brani si snocciolano nel live, fino ad arrivare a Curami; il pubblico si lancia in un pogo pazzesco. Riappaiono dopo la pausa con Depressione Caspica, altro momento di forza che precede Ombra Brada e Unità di Produzione.
Chiudono ad emblema del passato Emilia Paranoica e Spara Jurij; chi è davanti come me con professionismo da prima fila difende la transenna, mentre il pogo dietro non segue ovviamente regole.
Con la sua presenza unica e il suo stile minimale inconfondibile, Ferretti si conferma un narratore capace di emozionare e scuotere, mettendo in luce la storia alle spalle ma ben radicata, il suo percorso evolutivo ed il presente, in un contesto che unisce vecchi e nuovi fan.
Si riaccendono le luci, riparte la musica in sala , sono circondata da facce spaesatamente felici, sudate, ancora trasognate.
La gioia e l’emozione negli occhi di chi ha vissuto la sua carriera e di chi stasera ha scoperto un artista che ha segnato la storia della musica italiana.
Tutto cambia, ma questa sera l’impressione forte è che non sia cambiata la qualità di queste canzoni che se pur datate, sono nate sotto una forza creativa che le rende indistruttibili.
Articolo pubblicato per Lamusicarock il 21.03.2015
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